Ti raccontiamo una storia
matrimonio nelle Marche tra sacralità e libertà: dal Duomo di Jesi alle colline marchigiane, un racconto tra editoriale e reportage
Per un matrimonio nelle Marche davvero vostro, c’è un piccolo trucco: prendete una macchina, salite, scappate dalla confusione e raggiungete quel posto lontano dove il tempo sembra rallentare. Qui Samuela e Marco hanno scelto di fermarsi — non per il “giorno perfetto”, ma per godersi il momento di esserlo davvero. Hanno digerito l’emozione, si sono guardati negli occhi e, per la prima volta, hanno pronunciato “marito” e “moglie”.
La giornata è cominciata tra le mura di casa, dove ogni oggetto sembrava sapere già il suo posto. Le scarpe lucidate, l’orologio allineato accanto ai gemelli, i vinili impilati accanto al giradischi. Nulla era lasciato al caso: tutto parlava di Marco, del suo modo silenzioso di prepararsi a un giorno importante. Dettagli veri, che raccontano chi sei prima ancora di entrare in scena.
Poi Jesi — sobria, autentica, con la luce che si posa sui mattoni e li trasforma in seta. Il Duomo ha accolto le promesse con la giusta sacralità, mentre fuori il caldo d’agosto vibrava sulle pietre. Un aperitivo raccolto al Caffè Imperiale ha unito amici e risate, un brindisi dopo l’altro, in quell’aria sospesa che solo l’estate sa creare. Jesi, nel cuore delle Marche, offre questa rara combinazione: storia, eleganza e quella luce mediterranea che rende ogni cerimonia unica.
Lo shooting è stato pensato come un doppio racconto. Prima la città: un set editoriale e spontaneo insieme, fashion e reportage, dove i vicoli vuoti sono diventati cornice e complice. Poi la luce, padrona assoluta, a cucire ritratti e ombre in un racconto unitario, esteticamente coerente e visceralmente reale.
La seconda parte si è spostata tra le colline di Villa Colleverde. Le colline marchigiane, con i loro panorami dolci e senza tempo, hanno fatto da cornice naturale a questo matrimonio nelle Marche vissuto tra eleganza e libertà. Una venue che vive di equilibrio: elegante ma libera, perfetta per lasciarsi andare. Qui la festa è esplosa — letteralmente. La band Il Diavolo e l’Acqua Santa ha trasformato i tavoli in palchi, le risate in cori, i brindisi in ritornelli. Un’energia collettiva che racconta più di mille parole la verità di un matrimonio vissuto fino in fondo.
Raccontare giornate così significa saper osservare. Lasciare che siano i gesti, la luce, i silenzi a parlare. Ogni scatto nasce da un ascolto, da un respiro condiviso con chi hai davanti. Perché la bellezza — quella vera — non si costruisce, si riconosce. E nelle Marche, tra città storiche e colline infinite, questa bellezza si rivela spontaneamente, senza bisogno di essere cercata.
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Playlist da urlo? Dress code fuori dagli schemi? Quell’idea un po’ folle che vi è venuta alle 3 di notte? Raccontateci tutto, ogni dettaglio serve per trasformare la vostra giornata in un racconto visivo unico e senza filtri.
